Riprese di L.L. dalla postazione della diretta
febbraio, 2009

Mauri
Oggi riesco a trovare qualche minuto per cominciare a lasciare qualche segnuccio di me su questo blog… La tristezza di non aver vissuto questa esperienza europea con i miei fratelli e’ tanta e loro lo sanno…. Ma ci sono cose nella vita che rappresentano delle conferme per se stessi e per gli sforzi fatti ( sempre tanti ) per inseguire i propri sogni…. E’ chiaro che il sogno non è la popolarità!!!!!!! … ma certe cose fanno in modo che si possano mettere delle garanzie sul proprio futuro e sul futuro delle persone vicine..e poi c’e’ anche la soddisfazione personale…. sapere che fai qualcosa che piace è veramente bello sopratutto quando piace a noi per primi….L’unica cosa che mi poteva separare dai miei fratelli , che forti come sono possono fare a meno di me , era sapere che altri fratelli e una sorella avevano bisogno di me…e cosi’ con loro tre , la loro amicizia e il loro talento siamo andati a Sanremo ….. voi direte : a che fare???? e io dico : come a che fare?? semplice !!! A Roma abbiamo riempito il furgone di Sincerita’ , amicizia , serieta’ , rispetto per gli altri , dolcezza , impegno , simpatia e tanta educazione e siamo andati a scaricare tutto davanti alla porta del teatro Ariston.I signori che stavano li si sono trovati questo ben di dio , fresco fresco , davanti alla porta e hanno portato tutto sul palco invitando anche noi a fare l’unica cosa che sappiamo fare : strimpellare un motivetto (per dirla con parole di altri tempi ) .. e cosi’ senza grandi pretese lo abbiamo fatto ed è piaciuta a tutti la nostra Sincerita’….quante lacrime di gioia non ve lo immagginate neanche….La nostra Rosalba ci ha presi per mano con la sua spontanea e meravigliosa tenerezza e incantando tutti ha guidato me ,Giuseppe Anastasi e Giuseppe Mangiaracina verso un gran bel traguardo….che vi devo dire sono italiano e Sanremo non riuscirò mai a snobbarlo…Arisa (Rosalba) ha vinto la categoria giovani , il premio della critica , il premio radio/tv e il premio Asso come migliore esecuzione insieme a quell’uomo meraviglioso che si chiama Lelio Luttazzi sfidando la pomposita’ dell’orchestra con un timido quintetto molto rispettoso..Detto questo approfitto di questo spazio per ringraziare Rosalba , Giuseppe e Giuseppe e chiedendo loro di continuare , insieme , a portare avanti tutto con la stessa umilta’ che fino ad ora ci ha contraddistinto..Chiudo ringraziando Daniele perche’ la sua amicizia e la sua stima mi hanno permesso di conoscere questo mondo e di comprenderne pregi e difetti.
Maurizio Filardo

Arisa è la vincitrice di SanRemo giovani.
vittoria! che meraviglia. Certe volte la vita ti sorprende con un regalo improvviso quanto meritato e inseguito da sempre. Cosi’ è successo ieri sera a Maurizio e alla sua Arisa. Non so chi ha visto il festival ieri ma io e tutti noi siamo a dir poco orgogliosi. Bravo Mauriii! E bravo pure Pierino, che due sere prima aveva a sua volta sbancato l’Ariston con la performance applauditissima della PFM. Bravi ragazzi. Sto cacchio de 2009…
p.s:
mentre scrivevo ho visto che stavi scrivendo anche tu… sono ancora piu’ felice.
ti abbraccio.
Daniele

foto by Piero Monterisi
Non ne ho nessun diritto. Nessuno se l’ aspetta, e quindi nessuno potrà rimanerci male. E’ già qualcosa. Io sì però. Io me l’ aspettavo da me un bilancio. E infatti. In realtà mi sembro più un tipo da metà strada, dove cascano gli asini, e invece io dissimulo, barcollo, e sorrido. Certo sudo freddo, si vede pure, ma non ho la forza di cadere veramente, mollare e magari rimediare. Però. I concerti sono finiti, e gli altri hanno già scritto tutti qualcosa di grosso. Avoglia. E’ evidente che sono riuscito a regalarmi l’ ultimo posto. Ora sarà difficile passare inosservato. Forse se mi dilungassi potrei allentare l’ attenzione, annoiare, e allora sono già a buon punto.. ci proverò in tutti i modi.
I treni, non fanno più ciuf ciuf. Buonasera. Povia. Intendo, il Treno non fa più neanche tutu tutuum. Nessun gruv. Sulle rotaie si scivola dritti, e sospetti come mercurio scaldato in un termometro. Non è il massimo, anche perchè la cosa non regala precisione, o puntualità. Anzi. Qualcuno ci ha fumato sopra, e l’ ho odiato, ma era la tosse, ora è passata. Scusate. Qualche poliziotto francese ci è salito sopra a fare il suo lavoro, ma esagerato come un poliziotto, e sbruffone come un francese. Non mi è ancora passata. Scusate. Da dentro, i vagoni di giorno sembrano passare sempre per la stessa campagna, verde, marrone, e case. Di notte invece sempre sulla stessa luna. Blu, grigio, e freddo. E poi non si mangia, cioè la carrozza-ristorante è pura mitologia, l’ ultima volta ne avevo letto a Paperopoli, e già assaporavo. Invece no, ma che gusto imbottire baguette come minatori, sfidando gli sguardi, o meglio le troppo lunghe ciglia delle signore e signorine neo-prussiane. In teoria avevo un guitarron per i momenti di attesa più sonorizzabili, ma uscito dalla custodia mi si è sbriciolato sotto gli occhi. Avrei voluto. Scusi Presidè.
Londra, Parigi, Madrid. Fanno tremare le gambe, anche in Champions, e suonarci non ha prezzo. Magari sapessi parlarne. Invece Lussemburgo. Lussemburgo è la capitale del Lussemburgo, non so se rendo l’ idea. Se sì, è quella sbagliata. Cioè, ridono a Lussemburgo, ballano, ascoltano e parlano di musica. Senza sentirsi fichi per questo. Senza paura di affezionarsi a una cosa frivola come un ritornello, e senza vergognarsi di cantartelo. Sembrano brasiliani. Anche per come guidano i taxi. Sono fichi. A Bruxelles c’ è il parlamento europeo, e si vede, ma c’ è anche Iva Zanicchi.. Cioè, al concerto sembravano tutti professori, o ricercatori va’, e c’ erano un sacco di toppe cucite sui gomiti di impeccabili maglioncini. Tutto moderatissimo. Anche i cocktail erano politically-correct. Ma io sbaglio benissimo le mie prime impressioni, e infatti il giorno dopo ho suonato un barattolo e un cucchiaio, mentre Pierino teneva il tempo con un termosifone e un coltello, e gli applausi erano sguaiati, e grandiosamente fuori tempo. Sono fichi pure questi.
Ora siamo tornati, e mi mancano tutti. Come mi mancano da due settimane Maurizio, Ramon e il Bove. Mi mancano come mancherebbero a chiunque si mettesse nei miei panni, e si rendesse conto che in cambio mi chiedono soltanto delle note basse, e ultimamente pure contrabbasse. Sisì glielo dirò. O magari glielo scriverò, in una botta di nostalgia, o di coraggio. Fuori dal pilastro. Che mi mancano.
Ci amo.
Lazzio

i sabotatori del wireless
Ci hanno “sabotato” la direttaaaaa…
Stasera il wireless manda un segnale talmente debole che anche per riuscire a postare queste righe mi ci sono voluti 20 minuti. Presto faremo altre dirette perciò continuate a seguire il nostro Blog. Vi ringraziamo. Tutti.
Buona serata.
mannaggiaaaaa…
Lisa







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