






febbraio, 2010

E così…ancora un altro treno. Un treno speciale questo. Della memoria l’hanno chiamato, ed è giusto. Io ci sono salito a Udine, dopo che altri tre treni mi hanno portato fin lì. Ma quel treno era partito da Bari, carico di 700 studenti, festosi e vocianti com’è giusto che siano i ragazzi in gita, ma anche seri e consapevoli come ultimamente solo i ragazzi sembrano poter essere. Alcuni almeno. Molti, in questo caso. 29 ore di viaggio fino a Cracovia, ma la vera mèta un’altra: Auschwitz. O meglio Oswiecim, seguendo il nome polacco. Un viaggio che inizia pieno di risate, scherzi, rumore..e pian piano diventa altro. I chilometri passano lenti ma inesorabili, a centinaia, e il treno sembra tornare indietro nel tempo, man mano che il bianco della neve comincia a inghiottire ogni cosa, risate e rumori compresi. E la memoria si fa largo nell’animo di ognuno di noi, anche se non è la nostra. La memoria di altri treni, altra neve, altro freddo..altri destini soprattutto. Quelli di più di un milione di ebrei che 70 anni fa viaggiavano verso la più incredibile e incancellabile delle atrocità compiute da uomini su altri uomini. Domani (oggi, ormai) saremo lì, e chissà come ne usciranno i nostri cuori. Si vedrà. A presto. Daniele












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