ottobre, 2010

- L’ ultimo film che vedrete -


VIDEO: COMITATO 3 comitato3@gmail.com

PER PARTECIPARE ATTIVAMENTE comitato3@gmail.com , in presidio alla casa del cinema di Roma.

http://www.facebook.com/note.php?created&&note_id=10150103718863906#!/pages/Tutti-a-casa/160095717356427

1) Il taglio radicale del Fondo Unico per lo Spettacolo, che ha raggiunto il minimo storico;
2) il rinvio sine die di una nuova legge cinema, superata da un non meglio precisato decreto Bondi;
3) il decreto Romani che ha fortemente ridotto gli investimenti nella produzione cinemtaografica italiana;
4) la riduzione del 30% degli investimenti nella fiction italiana, mentre il mercato pubblicitario è in ripresa;
5) la delocalizzazione sistematica e crescente delle nostre produzioni televisive;
6) il mancato rinnovo del tax credit e tax shelter.
A questo si è aggiunta la notizia che il Comune di Roma ha approvato una memoria di giunta dove si dispone una radicale revisione del modello gestionale della Casa del Cinema. In particolare, la figura del Direttore Artistico verrebbe sostituita da un comitato di 7 membri, di cui 5 “che apportino un contributo di almeno 50.000 euro annui”. In altre parole, la Casa del Cinema sarebbe così appaltata ad un Comitato d’affari che gestirebbe questo spazio come meglio crede. A restare fuori a questo punto non saranno solo gli autori, ma il pubblico che ha aderito in tutti questi anni alle manifestazioni e rassegne gratuite. Il mondo del cinema riunito in assemblea ieri notte ha deciso di dire NO. Un punto fermo, un atto simbolico per affermare che non accetta l’espropriazione dei suoi diritti: da quelli che gli autori sono costretti a cedere in blocco quando firmano un contratto, a quello di vedere la Casa del Cinema, nata dall’idea di uno dei nostri padri, Sergio Amidei, trasformata in una “casa d’altri”.
Un gesto simbolico per dire che ognuno di noi sente il dovere di fare la sua parte, di prendersi le sue responsabilità, ma anche un gesto concreto per affermare una reale volontà di cambiamento e avanzare proposte. Quest’anno le ore lavorate per produrre film e fiction si sono dimezzate. E un intero comparto industriale è in ginocchio con la certezza della disoccupazione per migliaia di famiglie.
Però è possibile invertire questo segno negativo. Le proposte elaborate dall’assemblea sono:
Per il Cinema:
• immediato e certo rinnovo del tax credit e del tax shelter;
• approvazione di una legge di sistema che crei un Centro nazionale della cinematografia sganciato da qualsiasi controllo della politica;
• un prelievo di scopo con il quale chi utilizza il cinema e l’audiovisivo italiani (televisioni generaliste e satellitari, provider e Telecom) reinvesta una parte dei profitti nella produzione nazionale e un prelievo sul costo del biglietto delle sale che inciderebbe per il 70% sui profitti delle major straniere.
• Reintegro del FUS, che può avvenire immediatamente e senza oneri per lo Stato semplicemente mettendo all’asta, come accade in tutta Europa, le frequenze del digitale terrestre che oggi vengono regalate a Mediaset;
• Sostegno e difesa delle sale di città, spazio privilegiato del cinema italiano;
• Promozione del cinema italiano all’estero;
• Divieto per i network televisivi di mantenere posizioni dominanti sul mercato con il controllo di produzione, distribuzione e sale. Per la televisione:
• Nascita di un mercato liberato dal monopolio di Rai e Mediaset;
• Riappropriazione dei diritti sulla fiction da parte di autori e produttori, in grado di creare un mercato internazionale per le opere televisive italiane;
• Utilizzazione dei canali del digitale terrestre e dei canali satellitari – molti dei quali sfruttano gratuitamente e illegalmente le nostre opere – come nuove opportunità di una pluralità narrativa;
• Obbligo di realizzare sul territorio nazionale la fiction finanziata con il soldi del servizio pubblico;
• Attenzione alla produzione e diffusione del documentario in tutte le sue forme.
Per la Casa del cinema chiediamo al Comune di Roma:
- La revoca della memoria di Giunta che affida di fatto la gestione a una sorta di “comitato d’affari”;
- La convocazione delle associazioni del mondo del cinema che si propongono come protagoniste della gestione della Casa e del suo indirizzo culturale.
Queste nostre richieste, per le quali siamo quotidianamente insultati, non hanno nulla a che fare con la difesa di privilegi, ma sono il minimo necessario per far ripartire un‘industria che occupa oltre 250.000 lavoratori, che crea ricchezza per lo stato e cultura per il Paese, ed è già legge in tutte le nazioni avanzate d’ Europa. “La cultura non si mangia”, sostiene Tremonti. Ma, forse lui non lo sa, nutre lo stesso e fornisce a quei cittadini che si fanno pubblico un alimento immateriale eppure decisivo, fatto di emozioni e sogni, consapevolezza e senso dell’identità nazionale, per guardare la realtà con occhi nuovi e immaginare un paese migliore.


Lettera di Alex Zanotelli

Stamattina ho appreso la condanna a morte della mia famiglia, dei miei concittadini e della mia terra! Così ho deciso di scriverTi anche se non sei cittadino di Terzigno, Boscoreale e Boscotrecase, perché questo omicidio riguarda anche te! Stiamo per essere cancellati come comuni dalla cartina geografica, stiamo per morire ed io mi sento impotente, l’unica cosa che posso fare è dire a tutti che ci stanno “ammazzando”.
La Cava Vitiello aprirà, lo ha detto il TG3 al termine del vertice della PDL e Tu che leggi devi sapere che con questa legge è stata decretata la morte del Parco Nazionale del Vesuvio e di noi abitanti del territorio. Tu puoi ignorarlo perché in fondo non ti coinvolge, ma voglio dirti che in parte riguarda anche te, perché coloro che hanno deciso di farci morire, solo coloro che ti governano. Allora voglio che tu sappia che con la forza di una legge e di una manganellata, ci hanno imposto di respirare e di far respirare ai nostri figli le esalazioni letali e maleodoranti di milioni di tonnellate di spazzatura! Chi governa sta portando la morte nelle nostre case e noi non possiamo nemmeno protestare e difenderci!
A Te che leggi voglio chiedere solo una cosa: vieni a fare un giro in uno dei nostri comuni e valuta tu stesso in che condizioni ci costringono a vivere. Quello che vedrai è il frutto solo della prima discarica, a cui si aggiungerà la Cava Vitiello con una capienza ventennale di “munnezza”. Vieni a vedere e poi scegli se vuoi aiutarci a difendere la nostra dignità. Vieni a vedere perché oggi il diritto di essere uomini è negato a noi cittadini di Boscotrecase, Boscoreale, Terzigno, ma domani potrà essere negato anche a Te!


L’ordinanza shock n° 137 del sindaco di Acquapendente: “Dal 1° gennaio 2011 vieta ai suoi concittadini di ammalarsi”

Ordinanza shock del sindaco di Acquapendente Alberto Bambini sulla questione sanità. “Premesso che a seguito del decreto del Commissario Regionale alla sanità Presidente Renata Polverini del 30 settembre 2010 sono stati tagliati i posti letto dell’ospedale di Acquapendente oltre al pronto soccorso per l’emergenze. Atteso che la popolazione di Acquapendente è composta da una percentuale di anziani oltre i 65 anni per circa il 30%.
Considerato che il territorio è privo di copertura sanitaria perché resta scoperta soprattutto l’”emergenza”. Che in particolare la soppressione del pronto soccorso significa non avere una guardia anestesiologica garantita sempre, con effetti evidenti per la sicurezza del cittadino. Continua la lettura di: `L’ordinanza shock n° 137 del sindaco di Acquapendente: “Dal 1° gennaio 2011 vieta ai suoi concittadini di ammalarsi”`


L’Afghanistan ci costa 51 milioni al mese, Strada: “E non sanno neppure dove si trova”

L’Afghanistan ci costerà 51 milioni al mese, quest’anno. A fronte dei 45 dell’anno scorso. In febbraio il Senato ha votato il rifinanziamento della missione, e da giugno la spesa sarà ancora più alta. La Russa l’ha detto: arriverà un altro migliaio di sodati. Eppure l’invio e la permanenza del nostro contingente, a fronte del “pantano” che la missione si sta dimostrando essere, sembra collimare sempre meno con l’articolo 11 della Costituzione, quel “L’Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali” fin troppo ignorato.

Gino Strada, di Emergency, è del tutto contrario alla riconferma dell’invio di nostri soldati. Continua la lettura di: `L’Afghanistan ci costa 51 milioni al mese, Strada: “E non sanno neppure dove si trova”`


Partiamo! Emergency

Cari amici,

dieci anni fa abbiamo chiesto una mano ai nostri sostenitori per
costruire un ospedale a Goderich, in Sierra Leone. Lo abbiamo fatto
perché sapevamo che sarebbe servito, e tanto, ma nessuno di noi allora
avrebbe potuto immaginare quanto. Un numero? Trecentomila: 300.000
volte, in questi anni, una persona ha avuto bisogno di aiuto e ha
trovato il nostro – il vostro – ospedale, che lo ha curato bene, gratis
e con passione. Ma ancora non basta, nel Paese piů povero al mondo, e i
nostri pazienti continuano ad aumentare. E allora?

Allora qualche altro numero: 3 nuove sale operatorie, 9 letti nella
nuova terapia intensiva, 1 nuovo pronto soccorso, e la ristrutturazione
delle 6 corsie di degenza… Abbiamo cominciato in questi giorni i
lavori: perché il Centro chirurgico e il Centro pediatrico possano
curare sempre piů persone, e sempre meglio.

Ancora un numero? 45506, se vuoi mandare un SMS da 2 euro e far
crescere l’ospedale.

Per saperne di piů, trovi tutto qui.
Intanto, trecentomila volte grazie.
Cecilia Strada
Presidente
cartolina-sms


Il pensiero di Piero

bubba-e-mamma1
Bubba se la ride, con una mamma cosi…

ramon1
Ramon pensa che la vita è bella

michele
Michele cerca di non pensare a niente

maurizio
Maurizio pensa a quello che deve fare

gabriele
Lazio pensa a quello che ha fatto

gianluca
Giangi porta il cappello

lisa
Lisa pensa a Daniele

daniele
Daniele pensa a tutto e buonasera

Foto e pensieri di Piero Monterisi
( Trieste )