Non è chiaro dove certi giornalisti prendano le loro informazioni. Li inviteremmo a verificare meglio le proprie fonti, se non altro per non rischiare a loro volta di essere querelati o sputtanati, visto che è facilmente dimostrabile sia il fatto che da Santoro siamo andati gratis (e ci mancherebbe) cosi’ come è dimostrabile che il cachet normalmente chiesto per un mio concerto a Capodanno sarebbe comunque un numero con una cifra in meno, tanto per capirci. E ovviamente stiamo ovviamente parlando del cachet di TUTTO lo spettacolo, non del mio che non è neanche particolarmente alto. purtroppo
Forse non varrebbe neanche la pena proseguire questa polemica, ma certe cose, scritte con certi termini e in un certo modo danno particolarmente fastidio.
Valter Delle Donne:
Se pensi a Daniele Silvestri, prima rifondarolo doc, oggi vicino a Vendola e a Sinistra e Libertà, ti aspetti l’artista low cost che, nel nome di Cuba e del castrismo ha in odio il vil denaro. Errore: sul web è circolata la notizia che persino per cantare una canzone di Giorgio Gaber alla festa della Fiom condotta sempre da Santoro avesse preteso un compenso da alcune decine di migliaia di euro. Notizia smentita dal diretto interessato sul suo sito ufficiale: «Ho cantato gratis». Resta il dato che l’autore di tormentoni come Salirò viene ritenuto un artista costoso dagli stessi impresari. La cartina di tornasole è ancora una volta la sera di Capodanno del 2008: il Comune di Bari sogna di festeggiare con un maxiconcerto con Silvestri. Luca Rutigliano, spin doctor del sindaco di Bari, Michele Emiliano (anche lui tra i firmatari pro-Santoro) prova a ingaggiare il cantautore. Per salire sul palco di piazza Prefettura non bastano «duecentocinquantamila euro, l’intero budget a disposizione degli organizzatori». Al suo posto vanno Patty Pravo, Fabri Fibra e Morgan. Prendi tre e paghi uno. Se il cachet non è diminuito, basterebbe insomma un Capodanno di Silvestri per mandare in cantiere un altro Comizio d’amore.
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