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Creatività



Il crimine perfetto di Philippe Petit

Se pensi che adesso io ti spieghi quali sono le motivazioni che mi spingono a riempire una pagina vuota, ti sbagli. Nel mio mondo non esiste la motivazione. Io non sono motivato a fare quello che faccio. In quanto artista avverto un impulso, un’impellenza, sono trascinato da una forza che ha radici profonde in me, una forza così persuasiva che sembra vano cercare di spiegarla. Essa, tuttavia, ha un nome: passione. La passione è la calcina che tiene insieme i miei collage creativi, il motore delle mie azioni. Essendo in movimento perpetuo, possiede una componente di impazienza. Di urgenza. E poiché esorta la mia arte a crescere, è indispensabile. Sospinto da simili venti di passione, per chi creo? Le mie performance sono per me stesso o per il pubblico? La mia risposta si colloca ai due estremi. Quando sono al parco e faccio giocoleria all’interno del mio cerchio di gesso ho bisogno di incuriosire i passanti, altrimenti non si fermeranno. Durante la performance il mio personaggio comico Lippo, che si nutre di folla, osserva gli spettatori, pronto a sfruttare ogni loro minima reazione. E nel momento in cui colgo un accenno di torpore che aleggia tra il pubblico, smetto di giocolare e parto con un coup de theatre che sicuramente sveglierà tutti quanti: suono il fischietto e lego una fune tra due alberi! Allo stesso tempo, se voglio offrire la più sincera delle performance, devo essere completamente solo. Devo essere prigioniero della fortezza della mia arte. Il vero impulso artistico non ha niente a che vedere con la gratificazione del pubblico (o, se è per questo, con la soddisfazione dell’impresario in modo da ottenere più scritturazioni e più soldi).

QUELLA
NON È ARTE.

Se sei un artista desideri creare intorno a te una gigantesca muraglia all’interno della quale seguire la tua integrità e il tuo intuito. Il pubblico vedrà un uomo o una donna prigioniero/a della propria passione, e al mondo non esiste performance più stimolante. Dunque, eccoti una risposta piena di contraddizioni: per il pubblico provo un lieve disinteresse, ma il pubblico gode di tutta la mia attenzione e considerazione! E questo fatto ci conduce nei pressi del mio amatissimo Campo delle contraddizioni, che molto presto ti inviterò a esplorare insieme a me. Nel frattempo, a cosa dovresti appassionarti Cominciamo da qui.

Philippe Petit, da “Creatività – il crimine perfetto”, Edizioni Ponte alle Grazie