QUOTIDIANO FONDATO NEL 1994

Diario di Bordo Capitolo 3



L'Editoriale di Daniele Silvestri

Di Lecce ci sarebbe ancora parecchio da dire, proprio perché è stato quello il vero cuore pulsante di tutto il lavoro, e mentre delle tappe successive è stato tutto documentato, filmato, fotografato… di quei giorni leccesi rimangono solo i nostri ricordi e le ore di registrazioni musicali.
Vorrei dirvi meglio dell’accoglienza di Grazia, o delle cene da Oronzo, o di quell’unico tuffo in mare che ci siamo regalati l’ultimo giorno come premio…
Invece vi dirò solo che a Lecce siamo tornati anche un mese dopo, a inizio agosto, altri tre giorni. Dovevamo andare solo io e il Mafio, unendo un po’ di mare e di vacanza alla possibilità di riascoltare i pezzi registrati, scegliere le take migliori, correggere qualcosa, registrare qualche pianoforte… E invece siamo tornati giù tutti, Magical Mistery Band al completo, perché ormai era chiaro che stava nascendo un disco e volevo che lo facessimo crescere tutti insieme. Così, malgrado non fosse previsto, abbiamo registrato altri cinque pezzi. E siccome in Salento d’estate si suona parecchio, abbiamo ricevuto anche la gradita visita di qualche amico: Diodato (anche se con lui il coinvolgimento vero e proprio in questo disco è arrivato molto dopo), Rodrigo d’Erasmo e Roberto dell’Era, che invece hanno cominciato da subito a lasciare il loro segno su alcune canzoni. Non sapevamo ancora che ci saremmo trovati di nuovo a farlo in altre due occasioni.
Insomma, il 5 agosto sono tornato a Roma con un hard disk stracolmo di musica e un entusiasmo che raramente avevo conosciuto. E soprattutto con la sensazione di avere per le mani un disco. Forse anche qualcosa di più.

LA SENSAZIONE DI AVERE PER LE MANI UN DISCO. FORSE ANCHE QUALCOSA DI PIU’.

Da lì in poi è iniziata una fase nuova, quella più “ufficiale”, in cui si comincia seriamente a parlare dl disco, come sarà… quando potrebbe essere finito… quando potrebbe uscire… Comincio a dare un nome ai pezzi, per quanto provvisorio, con le prime tracce di testo buttate lì che cominciano a prendere forma, a influenzare i ragionamenti e il percorso…
Devo ancora decidere dove proseguirò il lavoro… in quale studio integrare le registrazioni, farne di nuove se sarà necessario (e lo sarà) e infine finalizzare e mixare il tutto.
Nel frattempo si sta dissolvendo l’ultima coda del lungo e gratificante percorso intrapreso col trio (cioè io, Nicc e Max). A settembre un ultimo appuntamento, piacevole e delicato, che ci rimette insieme in un auditorium a Padova per aiutare gli amici del CUAMM con cui tutto era nato ormai due anni prima. Alla fine andiamo solo io e Nicc, perché Max rimane incastrato nella fase finale del suo nuovo disco. Sarà infatti il primo di noi tre a riprendere il suo percorso individuale.
Proprio col trio avevamo scelto lo studio di un comune amico – Gianluca Vaccaro – per realizzare il nostro album. E io mi ci ero trovato davvero bene. Con Gianluca avevo lavorato quasi vent’anni prima! In occasione del mio primo disco. Lo studio poi è nuovo e accogliente, tecnicamente perfetto, e pure piuttosto vicino a casa mia.
Non ci metto molto a decidere che vorrei farlo lì il mio disco.
Però è anche vero – rifletto – che mi dispiace non continuare il lavoro col Mafio, visto quanto è stato bravo giù a Lecce e quanta passione ci ha messo. Così tento l’azzardo e chiedo a Gianluca e al Mafio se hanno voglia di lavorare in coppia. Due ingegneri del suono su un unico progetto vi assicuro che è abbastanza anomalo, e neanche facile da realizzare. Ci vuole intelligenza e rispetto reciproco.
Beh, ora che abbiamo finito posso dire che è stata una grande scelta.
Così dal 10 novembre entriamo ufficialmente in studio, al Terminal 2 Studio di Roma. Non sappiamo ancora quanto ci staremo esattamente (molto di più di quanto pensiamo), non sappiamo ancora in effetti che disco sarà, quali delle “anime” venute fuori a Lecce privilegeremo, come si chiamerà questo disco… Sarà singolo? Doppio? Triplo?! È ancora tutto aperto e possibile.