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Tour Teatri 2022

3 novembre 2022
PALERMO
Teatro al Massimo


4 novembre 2022
CATANIA
Teatro Metropolitan


5 novembre 2022
COSENZA
Teatro Rendano


11 novembre 2022
PADOVA
Gran teatro Geox


12 novembre 2022
PARMA
Teatro Regio


14 novembre 2022
MILANO
Teatro degli Arcimboldi



Daniele Silvestri - Tutti matti



Il tour 2022 nei teatri

di Daniele Silvestri

La piacevole incombenza di comunicarvi l’aggiunta di due ulteriori date al tour che inizierà fra poco più di un mese, diventa l’occasione per cominciare a darvi qualche notizia in più riguardo allo spettacolo che faremo e a quello che vi dovete aspettare.
Intanto le due date, che sono:
8 dicembre – Carpi – Teatro Comunale
11 dicembre – Taranto – Teatro Fusco
Poi per quanto riguarda le anticipazioni di cui sopra… rispondo più che altro a un paio delle domande che mi avete fatto in parecchi:
1- la formazione.
Sarà la “mia” band al completo, quella delle grandi occasioni:
Piero Monterisi – batteria
Gabriele Lazzarotti – basso
Daniele Fiaschi – chitarre
Gianluca Misiti – tastiere
Duilio Galioto – tastiere e cori
Marco Santoro – fagotto, tromba e cori
Jose Ramon Caraballo Armas – percussioni, tromba e cori
Senza escludere verosimili incursioni di amici in alcune tappe, soprattutto in relazione a quanto spiego qui sotto.
2- il nuovo album.
Effettivamente quando annunciavamo il tour quasi un anno fa ero abbastanza certo che avrei pubblicato prima il nuovo album.
Ora sono invece certo del contrario.
Sorvolando sui motivi di questo allungamento dei miei tempi già cronicamente biblici (e sorvolo per il vostro bene, perché in realtà l’argomento mi affascina, ma ci troveremmo nella migliore delle ipotesi dentro un mio tunnel di auto-(psic)analisi, e nella peggiore a tracciare un quadro storico del momento socio-culturale e politico del Paese), mi interessa invece in questa sede spiegarvi perché questa contingenza avrà sviluppi ancora più stimolanti – credo – e senz’altro più inusuali per questo spettacolo e questo imminente tour.
Il fatto è che anche se il disco non è pronto, io ci sono immerso fino al collo. E dopo una fase travagliata di ripensamenti e cambi di rotta, adesso il vecchio vulcano dormiente è di nuovo in fase eruttiva.
Troppo eruttiva perché non riversi parte del suo magma sullo spettacolo, o per poter affrontare il tour come una parentesi a sé stante.
Morale: invece di lasciare a casa il disco in lavorazione, lo porterò in scena.
Non solo eseguiremo dei brani inediti, ma li scriveremo, riscriveremo, cambieremo e improvviseremo in ogni singola data sotto gli occhi di tutti quelli che verranno a vederci. Spettatori inevitabilmente partecipi – volenti o nolenti – di questa parte sperimentale e creativa dello spettacolo.
Il resto…il modo e la forma…i contenuti stessi.. li lascio per ora alla vostra immaginazione.
Infine una richiesta: cerco e divoro storie.
Se ne avete una – vostra o a voi vicina – che vi va di raccontare, e se non vi dispiace l’idea che possa in qualche modo finire dentro una mia canzone o magari dentro lo spettacolo stesso… scrivetela e inviatela a questo indirizzo storieperdaniele@gmail.com
Leggere mi piace sempre
E forse… se siete arrivati fino in fondo a questo lunghissimo messaggio… piace anche a voi.
C U S00N

L’editoriale

di Daniele Silvestri

Mi è sempre piaciuto giocare con le parole. Ma anche con i numeri è divertente a volte. Tipo il 6 (sesta volta sul palco di Sanremo) e il 9 (nono disco in arrivo), che messi insieme fanno 69 come le edizioni del festival. Ma sinceramente non credo la cosa abbia un qualsiasi significato. E comunque tra i due numeri preferisco il 9, nel senso che è al disco che penso molto più che al festival, a quello tengo davvero e per quello soffro, mi ingegno, mi deprimo, mi entusiasmo, mi preoccupo, mi esalto.. Però siccome Sanremo è Sanremo, va sempre a finire che per qualche settimana…non sembra esserci altro. Poi quando sei qui ancora di più…si rischia di perdere anche un po’ il contatto con la realtà, che invece tendenzialmente va avanti senza curarsi granché di ciò che accade qui in riviera.

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“Canterò e suonerò su una montagna di terra e ricordi”

di Claudio Cabona

Il cantautore romano presenta un allestimento unico: “La mia sfida è portare la vita nel vuoto dei palazzetti”. Le prime due date a Roma: 25 e 26 ottobre.

Quello di Daniele Silvestri non è un tour nei palazzetti come gli altri. Non solo perché per lui è il primo in venticinque anni di carriera, ma per la scelta di creare una narrazione di immagini e suoni evocativa, frutto di lavoro, idee e storia vissuta. Un tour che ha l’ambizione di mettere in luce i tanti aspetti magici della musica, dando un’anima a strutture spesso anonime. Silvestri, dalla teoria alla pratica, crea un suo particolare universo di cui tutti, spera l’artista, possano sentirsi parte.

“Non ci sarà il palco, o forse tutto quello che il pubblico vedrà potrebbe esserlo – sorride il cantautore romano – è un progetto folle che parte dalle idee del mio ultimo disco “La terra sotto i piedi”. E infatti la terra non mancherà: la porteremo a sacchi prendendola da alcune serre delle città in cui suoneremo. Ci esibiremo sopra questa montagna in un allestimento simile a un ottovolante. Per il disco precedente, “Acrobati”, i teatri erano gli spazi più idonei per tanti motivi. Per questo album, invece, per i temi e le sonorità, avevo subito capito che avrei dovuto fare per la prima volta un tour nei palazzetti. Ma a mio modo”. Non senza quindi mettere in campo concetti e visioni. “I palasport sono complicati, dispersivi e ostici acusticamente – continua Silvestri – ma mi affascinano proprio perché sono contenitori vuoti in cui si può far nascere qualche cosa di unico. È un piccolo miracolo. Io, con i miei musicisti, sarò molto esposto: il palco è protettivo per certi aspetti, nasconde. Invece in questo caso non sarà possibile. Cercheremo di portare vita e calore in strutture fredde”.

Con lui, ospite fisso, ci sarà Rancore. “È un rapper straordinario che sarebbe esploso anche senza il Festival di Sanremo che abbiamo affrontato insieme – sottolinea Silvestri – in Italia c’è tanto rap e fortunatamente anche di qualità. Lui, come altri artisti, si meritano il successo che stanno ottenendo e anche di partecipare a rassegne importanti come il Premio Tenco. Rancore ha un uso spettacolare della parola. Con “Argento vivo” siamo riusciti a toglierci una delle più grandi soddisfazioni che un artista possa ottenere: non sono tanto i premi o i numeri che si porta dietro, quanto il dibattito che ha scaturito questa canzone. Abbiamo scoperchiato un vaso di pandora, affrontando temi come la scuola, gli adolescenti, il disturbo dell’attenzione. Finalmente se ne è discusso”.

Il senso di questo tour così studiato e ricco di suggestioni è nella sua stessa creazione. “Il lavoro che c’è dietro è il vero significato di tutto – ammette Silvestri – tempo fa sono andato con i miei figli a vedere un concerto trap e mi sono divertito molto. Ma era frutto di un lavoro microscopico rispetto a quello messo in campo per il nostro tour. Con questo non sto puntando su un’esaltazione di quello che faccio, ma tengo solo a sottolineare l’impegno di decine di professionisti che si mettono in gioco e lavorano più di quello che dovrebbero per dare vita a qualche cosa di irripetibile. Quel mondo sotterraneo di dedizione, fatica e studio è ciò che rende speciale queste date”. E forse non è un caso che arrivi proprio nel venticinquesimo anno di carriera. “In realtà non ci credo molto – conclude il cantautore – la reputo più una coincidenza. Con questo non vuol dire che i venticinque anni di carriera non avranno spazio nel tour, anzi: ci sarà mezz’ora di medley giocoso in cui racchiuderemmo le canzoni dal 1994 al 2019, suonate con musicisti che mi accompagnano da sempre. Non è tanto una celebrazione quanto una narrazione in cui poter ritrovare ricordi, idee e suoni che fanno parte di me. Sarà un modo per riscoprire e riscoprirmi”.


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