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Daniele Silvestri fa “La cosa giusta” e riparte in tour da Villafranca di Verona: racconto e scaletta



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Finalmente
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E’ stata questa la prima parola pronunciata da
Daniele Silvestri
ieri sera, appena salito sul palco allestito all’interno del
Castello Scaligero
di Villafranca di Verona.

Finalmente, perchè dopo mesi difficili e nonostante il pericolo di una seconda ondata della pandemia sia tutt’altro che passato si torna a poter suonare ed ascoltare musica dal vivo, con tutto quello che comporta per chi lavora dietro le quinte, visto che tra lavorare e stare a casa senza stipendio ci corre tutta la differenza di questo mondo.

Certo, ci sono dei
compromessi
a cui bisogna scendere e delle regole da rispettare: misurazione della temperatura all’ingresso, mascherine ogni volta che ci si muove dal proprio posto, sedie tutte distanziate un metro dall’altra e impossibilità di essere vicini anche ai propri congiunti, ma
l’organizzazione è stata davvero impeccabile
e tutti i
900 spettatori
presenti ieri sera per la data di apertura del tour
“La cosa giusta”
hanno potuto finalmente tornare ad assaporare un po’ di musica dal vivo, dopo mesi di concerti rimandati e tour annullati.

Sul palco con Daniele Silvestri c’è la sua band storica al gran completo:
Piero Monterisi
(batteria),
Gabriele Lazzarotti
(basso),
Gianluca Misiti
(tastiere e sintetizzatori),
Daniele Fiaschi
(chitarre),
Marco Santoro
(cori, fagotto e tromba),
Jose Ramon Caraballo Armas
(tromba e percussioni),
Duilio Galioto
(tastiere).

Il concerto non poteva che iniziare proprio col brano che dà il nome al tour, ovvero
La cosa giusta
, come a voler significare che tornare a suonare dal vivo, oltre che per la soddisfazione personale dell’artista e del pubblico è la cosa giusta da fare anche per chi vive di musica e ha bisogno di lavorare per vivere.

La scaletta è un susseguirsi di sorprese e la prima (graditissima) arriva già alla seconda canzone, con
Io fortunatamente
, splendido brano tratto da

Il latitante

e troppo spesso lasciato nel cassetto.

La voglia di tornare a suonare di Daniele e della band è tanta, e traspare in ogni canzone, in ogni momento di cazzeggio sul palco tra un brano e l’altro, in un’atmosfera totalmente rilassata quasi fosse una sorta di liberazione collettiva, un rompere le catene che hanno tenuto tutti chiusi in casa in questi mesi.

I brani che sono stati preparati, e che ruoteranno di sera in sera, sono circa cinquanta. Ieri sera ne sono stati suonati una trentina, con una scaletta poco più che improvvisata e che ha visto proporre alcuni brani praticamente mai eseguiti live, come
Caro architetto
e la geniale
Blitz gerontoiatrico
, altri ripescati dai cassetti della memoria (
Sogno-b
,
Il dado
,
Il colore del mondo
,
Mi persi
) oltre alle hit immancabili, tra cui
Salirò
,
Le cose in comune
,
Il mio nemico
,
Occhi da orientale
.

Emozionante il momento in cui, poco prima della mezzanotte che ci ha portati nel 19 luglio, giorno del 28° anniversario della morte, Silvestri ha ricordato
Paolo Borsellino
eseguendo
L’appello
, accompagnato da tanti cartoncini rossi in platea a simboleggiare l’agenda rossa del magistrato, in cui annotava tutti i progressi delle sue indagini e misteriosamente “sparita” dopo la sua morte.

Finale un po’ a sorpresa con
Testardo
e senza
Cohiba
:

«
tornerò a farla quando potremo stare di nuovo vicini senza distanziamento sociale.

– le parole del cantautore –

Vediamo se magari mi rimangerò tutto.
»

L’impressione è che, nonostante le
due ore e mezza abbondanti
di live, se non fosse stato per il “coprifuoco” e l’obbligo di dover spegnere tutto a mezzanotte Daniele e la band avrebbero continuato volentieri anche per un’altra ora, vista l’atmosfera sul palco e che, come aveva annunciato a inizio concerto, erano mesi che aspettava questo momento, tanto che ormai si stava “suonando sotto”.

Particolarmente simbolico e ricco di significato anche il momento dei saluti, quando la band ha fatto un passo indietro sul palco per lasciare la scena a chi di solito lavora “dietro le quinte”: tecnici, backliners, personale dello staff.

A loro era dedicato questo concerto, come ha annunciato Silvestri ad inizio serata, ed è a loro che il pubblico ha tributato, giustamente, l’applauso più forte e sentito di tutta la serata.

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